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martedì 27 settembre 2016

Panel di alto livello sull’Educazione ai Diritti Umani e alla Formazione







Il 14 settembre 2016 nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra, durante la 33esima Sessione del Consiglio dei Diritti Umani, si è tenuto un panel di alto livello in occasione del Quinto Anniversario dell'adozione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’Educazione ai Diritti Umani e alla  Formazione.
Il Sig.Choi Kyonglim, Presidente del Consiglio dei Diritti Umani, ha dichiarato l'inizio del panel, e l’evento è stato in seguito  introdotto da Kate Gilmore, vice-commissario ai Diritti Umani delle Nazioni Unite e da  Giordano Naidoo, direttore della divisione per il supporto e coordinamento per il progetto “ Educazione 2030” delle Nazioni Unite per l’ UNESCO.
Come conclusione c’è stato l’intervento di Cristiana Carletti, professore associato di diritto internazionale presso l'Università di Roma Tre in Italia.
L’evento è  iniziato con il discorso del  vice-commissario Kate Gilmore, che  ha ricordato come  gli stati abbiano un  obbligo, regolato dal diritto internazionale, di fornire educazione e formazione sui diritti umani. Inoltre ha constatato come oggi ci siano piu individui sotto i 25 anni come mai nella storia e come l’istruzione sia l’arma piu potente che si possa utilizzare per raggiungere molti obiettivi nel mondo.

In seguito Giordano Naidoo ha segnalato la presenza del cosidetto “stato  di disincanto globale”, per quanto riguarda la protezione dei diritti umani e ha messo in luce non solo la necessità di garantire  diritti umani alle  persone di tutte le età ,  ma anche la  capacità di potenziare  ed educare gli individui per indurli a fare cambiamenti concreti nelle loro vite  e in quelle altri.
Successivamente  Cristiana Carletti ha iniziato  la seconda  fase della discussione, con un videoclip di cinque minuti estratto dal documentario "Un cammino verso la  dignità: Il potere dell’educazione ai diritti umani."
Il video ha raccontato le storie di successo di  bambini e adulti nell’India meridionale i quali, discriminati in base al loro sesso o casta di appartenenza,   sono stati  in grado di comprendere  il loro innato valore come persone , grazie alle lezioni che hanno ricevuto  sui diritti umani.
Inoltre non solo erano desiderosi di rivendicare i loro diritti, ma erano anche determinati a proteggere quelli degli  altri.
L’evento è stato poi caratterizzato dall‘intervenento del primo membro speciale  del panel Sonia Marta Mora Escalante, ministro dell'istruzione del Costa Rica, la quale ha condiviso la decisione del suo paese di incorporare l'Agenda 2030 nel programma del governo, concentrando gli sforzi nella lotta contro la discriminazione in base al sesso e al genere , cosi come l’insegnamento per una cittadinanza globale .
La seconda ad intervenire è stata  Flavia Piovesan, Segretario per i Diritti Umani presso il Ministero della Giustizia del Brasile, la quale ha esposto i principi che caratterizzano le linee guida  nazionali riguardo l’educazione ai diritti umani,  basati  sul presupposto della dignità umana e dell’ eguaglianza, del riconoscimento e dell’ apprezzamento della diversità della laicità dello Stato, della  democrazia e dell’ educazione ed  infine  della  sostenibilità sociale e ambientale.
Successivamente ha raccontato anche di un premio assegnato dal suo governo a varie personalità  e istituzioni che si sono distinte nella difesa dei diritti dell'uomo.
Il terzo membro del panel  è stato Driss El Yazami, presidente del  Consiglio Nazionale  per i Diritti Umani del Marocco, il quale ha  condiviso la guida che il suo paese ha  sviluppato in collaborazione con l'UNESCO per l’educazione ai diritti umani dei giovani e il sondaggio che il Consiglio Nazionale ha condotto per valutare lo stato dei diritti umani nel paese e per  identificare quali priorità debbano essere affrontate a livello di governo.
L’ultimo ad intervenire è stato l’esperto, Herman Deparice-Okomba, Direttore esecutivo del Centro per la prevenzione della radicalizzazione a Montréal in Canada, che ha dimostrato  come la nascita del terrorismo e la presenza di individui che si convertono ed entrano nei gruppi estremisti , sia un fenomeno risultante dalla mancanza di un educazione ai diritti umani.
Come soluzione a questo fenomeno  l’oratore ha suggerito agli stati di creare un approccio preventivo alla radicalizzazione, lavorando per affrontare alla radice le cause di questo tipo di violenza.
Durante il dibattito tra i membri, molti hanno messo in evidenza il legame particolare tra l’educazione ai diritti umani  e il raggiungimento degli SDGs (Obiettivi di sviluppo sostenibile).
Alcuni stati hanno incoraggiato altri paesi a fare un buon uso del cosidetto “Programma mondiale per l’educazione ai diritti umani”.
La Slovenia,ad esempio, ha messo in evidenza il fatto che i rifugiati e i bambini migranti non dovrebbero essere lasciati fuori da questo programma.
L’Ecuador e la Repubblica del Congo hanno detto invece che l’educazione ai diritti umani è parte della formazione che i loro funzionari pubblici già ricevono da tempo.
Le Ong al contrario hanno chiesto maggior collaborazione tra istituzioni nazionali che si occupano dei diritti umani e i governi, e come quest’ultimi dovrebbero stanziare piu soldi per l’educazione invece che destinarli per  le operazioni  militari.
Tra le varie Ong che sono intervenute, l’Organizzazione internazionale per il diritto e la libertà all’educazione (OIDEL) ha specificato che provvedere ad un educazione ai diritti umani è una regola contemplata dal  diritto internazionale e percio’ i report dei treaty bodies dovrebbero cercare di misurare gli sforzi degli stati nel rendere questa educazione disponibile per tutti.
Il panel ha raccolto i commenti finali che hanno messo in rilievo la necessità per i paesi di integrare l’educazione ai diritti umani nel processo del raggiungimento di ogni obiettivo di sviluppo sostenibile e, come obiettivo a lungo termine, quello di allocare piu finanziamenti per l’educazione e promuoverla attraverso un uso piu’ costante di internet.
La giornata è stata chiusa dalla  dott.ssa Carletti che, dopo aver commentato l’idea condivisa da tutti del ruolo catalizzatore dell’educazione, ha ringraziato  l’Ufficio dell’ Alto Commissario, i membri del panel e tutti gli stati membri per le loro osservazioni.

 


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